Pizza Convention: Roma si candida a capitale culturale del Made in Italy gastronomico

By 7 giugno 2025News ed eventi

Tutti i grandi nomi della pizza italiana – autentico vessillo del Made in Italy nel mondo – stanno per riunirsi a Roma, in occasione della Pizza Convention, il congresso nazionale che l’11 e 12 giugno accenderà i riflettori sull’universo complesso e affascinante della Margherita & Co.

A ospitare l’evento sarà Officine Farneto, spazio iconico della Capitale che per due giorni si trasformerà nel cuore pulsante dell’eccellenza gastronomica italiana. L’iniziativa nasce da un’idea dell’imprenditore Pietro Ciccotti, con la curatela di Laura Mantovano, e intende affrontare, con spirito analitico e prospettico, le nuove traiettorie della pizza contemporanea.

Non si parlerà soltanto di impasti, lievitazioni o farine. La Pizza Convention si propone come laboratorio culturale e imprenditoriale, dove temi come la tutela giuridica della professione del pizzaiolo, la gestione del brand in epoca digitale, l’inclusività del senza glutine e la valorizzazione dei talenti femminili diventano centrali.

Uno dei momenti più attesi è la cerimonia inaugurale, prevista per mercoledì 11 giugno, durante la quale verrà consegnato un prestigioso riconoscimento istituzionale: il titolo di “Padre della pizza contemporanea” verrà assegnato a quattro protagonisti assoluti della scena nazionale – Gabriele Bonci, Renato Bosco, Simone Padoan e Franco Pepe – pionieri che hanno saputo trasformare la tradizione in innovazione, il mestiere in arte.

La due giorni sarà scandita da seminari, incontri, cooking show e momenti di confronto aperto tra operatori del settore, giornalisti, formatori e istituzioni. Una vera e propria call to action collettiva.

In un tempo in cui il Made in Italy ha bisogno di nuove narrazioni capaci di unire tradizione e futuro, la pizza – simbolo popolare e al tempo stesso straordinariamente sofisticato – si riscopre specchio del Paese. E Roma, che la ospita, ha l’occasione di diventare non solo capitale del gusto, ma laboratorio di un nuovo umanesimo gastronomico

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