C’è un’Italia che non frena. Che investe, assume, innova. E che guarda lontano.
In un panorama in cui alcuni comparti del food & beverage rallentano, il settore delle acque minerali registra una corsa costante, arrivando nel 2024 a un valore di mercato nazionale di 3,5 miliardi di euro, con un incremento del 25% rispetto al 2019. Un risultato che non è solo frutto dei rincari, ma del cambiamento culturale: l’acqua non è più percepita come semplice commodity, ma come elemento strategico di benessere.
Tra i protagonisti di questa trasformazione c’è Ferrarelle, storico marchio italiano con oltre un secolo di storia e un presente dinamico. Oggi controlla circa l’8% del mercato italiano nel canale retail, posizionandosi tra i principali player nazionali, insieme a colossi come Nestlé, San Benedetto e Sant’Anna.
Con 428 dipendenti e impianti produttivi a Riardo (Caserta) e Darfo Boario Terme, il gruppo guidato da Carlo Pontecorvo ha chiuso il 2024 con ricavi per 241 milioni di euro, un miliardo di litri venduti e una marginalità operativa (EBITDA) di oltre 24 milioni di euro. Numeri solidi, in un mercato altamente competitivo.
L’espansione parla americano: l’obiettivo è raddoppiare l’export
Dal 2021 a oggi, Ferrarelle ha investito oltre 60 milioni di euro per innovare processi, prodotti e impianti. Il prossimo obiettivo è chiaro: portare l’export dal 2% al 5% del fatturato entro il 2027, con un focus particolare sugli Stati Uniti, dove la crescita del mercato premium e sostenibile è una leva strategica.
Il gruppo ha ampliato la propria offerta con formati in lattina – più apprezzati nei mercati internazionali per il mix tra praticità e sostenibilità – e ha lanciato Electa, un’acqua minerale dal profilo organolettico distintivo. La linea in alluminio da 18.000 unità l’ora è pensata per intercettare questa domanda crescente.
🧪 Ricerca e packaging: Ferrarelle investe anche in scienza
Nel 2022, Ferrarelle ha ceduto lo stabilimento per il riciclo del PET alla francese Aloxe, mantenendo però l’obbligo di utilizzare almeno il 30% di plastica riciclata nelle proprie bottiglie. Parallelamente ha accelerato sull’alluminio e su nuove soluzioni per il packaging del futuro.
Emblematica l’apertura del nuovo laboratorio di ricerca a Riardo, sviluppato insieme alla startup Sanidrink (di cui Ferrarelle detiene il 60%) e in partnership con Materias, la società guidata dall’ex presidente del CNR Luigi Nicolais. Obiettivo: sviluppare materiali antimicrobici per l’industria alimentare, medicale e dell’infanzia. Innovazione che parte dalla fonte.
Valore condiviso: premi, generazioni e nuovi manager
Alla base della crescita c’è un’idea precisa di impresa familiare moderna. Ogni dipendente riceve un premio annuale di risultato di circa 3.000 euro, convertibile in welfare. Il gruppo ha inoltre aperto le porte a manager esterni, valorizzando le competenze e preparando il passaggio generazionale: le quote di Carlo Pontecorvo e Linda Ricciardi (52%) saranno presto trasferite ai tre figli, ciascuno con il 33% in un patto di famiglia già strutturato.
Analisi strategica: un modello industriale Made in Italy
Il percorso di Ferrarelle è emblematico di un’Italia che sa crescere senza rinunciare alle proprie radici. A differenza di molte imprese familiari rimaste localistiche, Ferrarelle ha costruito una traiettoria di sviluppo internazionale fondata su quattro asset chiave:
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Innovazione tecnologica e di prodotto
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Sostenibilità integrata
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Valorizzazione del capitale umano
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Identità di marca forte e riconoscibile
In un settore maturo come quello delle acque minerali, registrare una crescita del 25% in cinque anni non è semplice. Ferrarelle l’ha fatto puntando su qualità, filiera corta e investimenti industriali pesanti: oltre 100 milioni di euro negli ultimi 20 anni.
Ora guarda all’estero con una strategia mirata, mantenendo salda la propria italianità. L’export è ancora marginale ma ha potenzialità enormi, soprattutto nei mercati dove il brand Italia ha un appeal crescente.Ferrarelle è la dimostrazione che il Made in Italy non è solo moda o lusso, ma anche industria alimentare avanzata, ricerca, rispetto per le persone e per l’ambiente. Un marchio storico che ha saputo evolvere, adattarsi, crescere. E oggi si candida a diventare uno degli ambasciatori industriali dell’Italia nel mondo.

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